Ş   İ   İ   R     Ö   Z   B   İ   L   G   E



FRAGMENTS. DISIECTA MEMBRA
2024 Şiir Özbilge



PRESENTAZIONE 22-6-2024 AL CORNETTO ACUSTICO
MOSTRA ŞIIR ÖZBILGE, “FRAGMENTS. DISIECTA MEMBRA”
RINGRAZIAMENTI

A tutte i voi e a ŞIIR ÖZBILGE che, con questa mostra “FRAGMENTS. DISIECTA MEMBRA”, ci rende partecipi della sua poetica artistica

Per descriverla ho scelto alcuni versi di Umberto Saba:

SABA, 532
Queste cose
furono un giorno - ricordi – cui venne/
una a una, una fine
la memoria
amica come l’edera alle tombe
cari frammenti ne riporta in dono


Oggi esiste una disciplina denominata FRAMMENTOLOGIA ma il frammento: i disiecta membra non sono un fatto nuovo perché tutto ciò che sappiamo delle culture umane, scritte e materiali, si fonda sul frammento: dalla scrittura: la paleografia, la medievistica, l’archeologia sono use allo studio del frammento e a cimentarsi con la lacuna per ricostruire dei tutti, degli insiemi più o meno organici.

Esiste però un ulteriore uso del frammento come volontaria costruzione filosofica e artistica accomunate dal rifiuto di una concezione della Storia progressiva e finalistica, fondata su un’idea del tempo come continuum omogeneo, per contrapporle un modello di temporalità disomogenea, aperta e attraversata da relazioni attualizzanti.

L’artista si pone questo obiettivo ampio, non si ferma al recupero di testi e della memoria di cui sono portatori ma costruisce nuovi testi che di quell’oggetto superstite portano certo la memoria ma la proiettano sul presente e l’attualizzano, la restituiscono alla contemporaneità, esaltandone la misura non conclusa e futura che comprende anche loro natura effimera: ovvero le dimensioni del tempo che sono necessarie all’arte e la rendono possibile.

In questa mostra, i DISIECTA MEMBRA, gli oggetti estetici che Şiir Özbilge ha creato, la BELLEZZA che li avvolge nasce dalla sintesi del recupero e del riuso creativo di frammenti rilasciati dal mare, delle componenti materiali e temporali che, in un frammento, testimoniano la loro esistenza passata: lo spazio e il tempo in cui sono nati e si sono dispersi; ma, insieme, la creazione delle copie qui esposte è un’operazione concettuale di vasta complessità perché ripristina quanto è stato un’unità, forse il ricordo del mondo delle idee, la loro attualizzata MEMORIA.

Vi auguro emozione estetica e conoscenza.

Giovanna Caltagirone

Anne Carson, Economia dell’imperduto
Traduzione dall’inglese di Patrizio Ceccagnoli
Con uno scritto di Antonella Anedda
Milano
Utopia Editore
2020




"Come quasi ogni artista, creo in interazione con la società in cui vivo. I frammenti di questa mostra sono miei e anche vostri.

Quando un mio amico scrittore mi diede i pezzi di piastrelle blu che aveva trovato sulla spiaggia di un’ isola disse: "Un giorno potrai creare un'opera d'arte con loro". Non sapeva che quei pezzi di piastrelle sarebbero arrivati in Sardegna e lì moltiplicati , trasformandosi in un'isola dipinta.

10 anni fa a Istanbul, un mio caro amico artista, quando vide i pezzi che avevo raccolto sparsi sul tavolo, disse: "Lascia che rimangano disordinati" .

Ho trasportato i frammenti da un posto all'altro e non potevo lasciarli sparsi... Sono stati catalogati e ordinati...

La spiaggia che vedi nel video si trova a Istanbul. Un litorale insulare costituito dalle macerie di case e appartamenti demoliti per essere ricostruiti dall'industria edilizia, in piena espansione negli anni '50. Il mare lascia il segno su queste macerie. È stato emozionante ritrovare nel porto di Cagliari gli stessi oggetti che avevo raccolto sulla spiaggia di Istanbul: piastrelle da bagno, pezzi di pavimenti, ruderi di mattoni, molti dei quali non più prodotti.

Vi sono disegni di piante... frammenti di piante... sono quelli che incontro in molti posti in cui vado... quelli che mi fanno sentire appartenente al mondo...

I pezzi di vetro che ho raccolto nel laboratorio del mio amico artista a Istanbul si sono trasformati in un giardino di polpi quando sono arrivati in Sardegna.( Ringo Starr scrisse la famosa canzone ” Octopus’s Garden “ durante la sua vacanza in Sardegna nel 1969 ). Le opere di questa mostra hanno diverse storie da raccontare .

W. Benjamin sostiene che possiamo trovare la verità in frammenti che non sono strutturati nel quadro della logica, e che il processo di costruzione della verità continua in questi frammenti.

Quando condivido queste opere, mi aspetto che si trovino cose che possano collegarci gli uni agli altri, che creino quella molteplicità di cui parlava A. Negri nella diversità delle nostre memorie. Come diceva Adorno,” lasciamo che si creino diverse catene di pensiero con le connessioni tra i frammenti che ognuno di noi costruisce singolarmente “. E inoltre nella teoria espressa in “ Dialettica Negativa “.

.“...L'antigerarchia convalida il rovesciamento del concetto dominante e del pensiero frammentario. Invece di un disegno di pensiero olistico, rivela la natura del pensiero pluralistico e frammentario che si espande e si stratifica in direzioni diverse... “

La trilogia che ho dipinto appartiene alla precedente mostra "Stato Vegetativo". È una transizione verso “ Fragments “ che può essere letta insieme

Ringrazio Marco Mascia per la realizzazione delle cornici, Giovanna Caltagirone per il discorso introduttivo e l’associazione “ Il Cornetto Acustico “ per la disponibilità e l’ospitalità."

2024 Şiir Özbilge